Etica e diritto

Gabriele Putzu: “Esempi di etica nelle immagini”

Dopo una breve ma interessante introduzione sulla storia della fotografia, che parte dalla prima foto arrivata a noi – scattata da Joseph Niépce nel 1826 – e arriva all’era di Instagram, passando per il primo reportage nella Guerra di Crimea e piazza Tienanmen, Gabriele Putzu è passato alle implicazioni etiche del fotografo (e del giornalista che le usa).

È giusto scattarle, modificare, distribuire, pubblicare, tagliare l’immagine in questione? Uno stesso evento può avere più chiavi di lettura a dipendenza di che tipo di foto viene scattata. Ad esempio, la vicenda delle foto del piccolo Aylan ritratto morto su una spiaggia ha mosso coscienze, ha suscitato alcune proteste e accuse di perseguire fini politici. “Al giorno d’oggi o uno si chiude in casa senza internet né giornali, o una foto la vede” afferma Putzu, mentre ancora più tranchant è Aldo Sofia: “Non pubblicare una immagine, anche se forte, significa sfasare la realtà. Non sempre ci sono calcoli politici o drammatizzazioni volute”.

La foto rivela un momento, senza dover per forza spiegare tutto” continua il fotografo, riferendosi come esempio all’immagine premio Pulitzer 2016 di un migrante che, sui binari di una stazione alla frontiera ungherese, sembra difendere moglie e figlio dalla polizia anche se, nei fatti, non sembrerebbe sia andata così. Ed è un attimo, senza fare giudizi, che si arriva a un tema caldo e presente anche in Ticino: quello della manipolazione fotografica, come le sovrapposizioni di immagini, fotomontaggi e l’uso improprio delle fotografie.

È un tema sensibile quello del fotogiornalismo. Vuoi per l’evoluzione degli ultimi anni, vuoi per l’incredibile volume di immagini disponibili per un singolo evento, solo “il lavoro in osmosi tra fotografi e giornalisti, il buonsenso, la professionalità e il rispetto per il lettore devono fare da guida” conclude Gabriele Putzu.

Articolo di: Jacopo Scarinci
Link e immagini di: Dino Stevanovic
Tweet di: Federico Storni

Un commento

  • Grazie a Gabriele per l’interessante presentazione. Io vorrei scusarmi per la foto invece – e per tutte le altre che ho fatto -, non mi ero reso conto finora che la macchina fotografica del mio natel fosse messa così male. Direi che è decisamente ora di fare qualcosa. Oltretutto, una foto di qualità infima proprio a corredo di un articolo che parla di giornalismo fotografico ed etica nelle immagini…

    Comunque lezione vivace e stimolante, grazie ancora!

Il tuo commento