Multimedia e online Problemi del giornalismo Quotidiani

Una “rete” di salvataggio per la stampa

La cronaca regionale ieri, oggi e in quell’oggi che è già domani.
Da una lezione di Matteo Caratti, direttore del quotidiano LaRegioneTicino.


IERI
Dai giornali di partito alla stampa indipendente

Non chiamatela rivoluzione, ma evoluzione digitale. Non è la prima e non sarà l’ultima, perché – oggi, come ieri e come domani – solo chi si adatta sopravvive.

In Ticino la prima grande evoluzione risale alla fine degli anni ottanta. Erano i tempi dei quotidiani di partito, messi però progressivamente in crisi dal mutare dello scacchiere politico (nel 1991 nacque la Lega dei ticinesi). Alcuni sparirono; altri si trasformarono in settimanali di partito, che, a seconda dell’elettorato che rappresentavano, vivevano (Il Mattino della Domenica) o sopravvivevano (Popolo e libertà).

Questo processo creò degli spazi da colmare e incentivò il fiorire dei quotidiani indipendenti. Il Corriere del Ticino – che indipendente lo è sempre stato, sin dalla nascita – si impose come primo “Top” della Svizzera italiana. Seguiva il Giornale del Popolo, che nel 1992 venne però scalzato da un foglio, figlio della fusione tra Il Dovere (quotidiano, organo ufficiale del PLRT) e l’Eco di Locarno (trisettimanale): LaRegioneTicino.

La notizia si impadronì del potere, sottraendolo alla politica. Per molti giornalisti fu uno shock. Una rivoluzione; pardon, evoluzione.

DA IERI A OGGI
Breve storia triste dei quotidiani gratuiti

L’evoluzione crea intuizioni; una di queste è stata la gratuità. Negli anni novanta il giornalista e politico socialista Dario Robbiani ha creato il tabloid quotidiano transfrontaliero Buona sera, che non costava nulla e nella teoria si proponeva di accompagnare i lettori a casa dopo il lavoro, ma nella realtà è nato e morto in poco tempo. E di esempi simili se ne sono visti molti. Anche il giornalista e politico leghista Flavio Maspoli ha creato l’Altra notizia, che però è stato pubblicato solo fino alla sua mancata elezione in Consiglio di Stato.

Forse oggi l’unico quotidiano gratuito di successo resta il 20Minuti (Salvioni), cresciuto nel solco tracciato dallo svizzerotedesco 20Minuten (Tamedia).

QUELL’OGGI CHE È GIÀ DOMANI
Saltare nella “rete” per non cadere rovinosamente

Mentre la stampa cerca il suo posto nel mondo, il mondo cambia. E si espande nella rete. Così dal 2008 l’evoluzione – dei giornali, ma non solo – è digitale; tradotto: molto più rapida. Servono idee e servono in fretta. Obiettivo: sopravvivere. Svolgimento: stravolgere la professione del giornalista, che in poco tempo si ritrova a non poter più fingere che l’online non esista.

Scrivere diventa produrre. Il redattore che scrive per stampa, radio o televisione deve – deve! – imparare a produrre dei contenuti fruibili in modo diverso in un luogo diverso, affinché internet non sia un nemico, bensì un alleato. Non è una scelta, perché non c’è altra scelta. Non sono più gli editori a dettare i tempi del cambiamento, ma è la rete. Se funziona Facebook gli editori devono andare su Facebook; se Twitter, su Twitter; se altro, ovunque. E devono capire rapidamente come.

Fare giornalismo online:
i consigli di Joe Pieracci, responsabile cronaca regionale ed evoluzione dell’online – WEB RSI
(Intervista: Dario Lanfranconi)

LaRegioneTicino per esempio ha trovato la sua risposta in un progetto denominato WEB FIRST. La notizia viene partorita sul web, cullata nella rete, allattata sui social e solo alla fine – ed eventualmente – trova  il suo battesimo sulla carta stampata. Non a caso si parla di babysitting della notizia.

Ma, come detto, questa evoluzione è molto, molto veloce. Se oggi la sfida è imparare a essere presenti nella rete (in che forma, a che ora, eccetera) in quell’oggi che è già domani la sfida è e sarà imparare a pescare tra i contenuti (le fonti) che la rete offre.

Le nuove fonti:
i consigli di Joe Pieracci, responsabile cronaca regionale ed evoluzione dell’online – WEB RSI
(Intervista: Dario Lanfranconi)

Articolo: Camilla Luzzani – Fotografia: Diego Medolago – Tweet: Laura Milani

Link utili:

Commenti

  • “Il Corriere del Ticino – che indipendente lo è sempre stato, sin dalla nascita negli anni settanta – si impose come primo “Top” della Svizzera italiana.”

    Quiz per i lettori: cosa è successo negli anni Settanta?

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