Rassegna stampa

Sicurezza online, verifica delle informazioni e ricerca avanzata dei contenuti, dati e Google Trends

Fonte: Festival Internazionale del Giornalismo
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Elisabetta Tola, Google News Lab, é una giornalista che si occupa di scienza e tecnologia e studia le pratiche di utilizzo dei dati immessi sulla rete. È media trainer di Google Italia per la formazione dei giornalisti. Questo workshop, infatti, é il primo di quattro incontri di formazione in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti.
Tola fa parte di un team di Google che fornisce un supporto alla produzione di strumenti per la verifica della qualità delle informazioni. Nel processo di produzione di queste ultime e della loro verifica lo strumento ha sicuramente una grande importanza ma la modalità con cui ci si approccia ad esso assume una valenza superiore.
Il workshop ha inteso analizzare il rapporto tra media e tecnologia. Tola ha sottolineato come gli strumenti siano tanti e continuamente aggiornati e, dunque, il compito dei giornalisti é integrarli nella loro pratica quotidiana.
Due aspetti guardati con particolare attenzione. Si parte con la sicurezza: l’account Google non é sempre necessario ma é invece indispensabile per utilizzare specifici servizi. Oggi é sempre più essenziale scegliere i livelli di sicurezza del proprio account. A partire dalla password specificata, dalla sua costante modifica, dalla scelta di un codice per la verifica in due passaggi, fino al controllo degli eventi per la verifica degli accessi oppure delle app che utilizzano l’account Google per reperire una serie di dati. La giornalista ha presentato alcuni strumenti pratici da utilizzare per una maggiore sicurezza delle proprie password – come Smartlock, KeePass, LastPass – che permettono di gestisce tutti i codici segreti dei vari profili virtuali. Occhio anche alla cronologia di navigazione: ogni utente può scegliere se averla attiva e/o condivisa. Interessante anche il passaggio sulla gestione degli account inattivi: Google dà la possibilità di scegliere una persona che può prendere in eredità il profilo personale.
Secondo punto affrontato é quello della ricerca avanzata. Google é il più potente motore di ricerca. Ha 18 anni e se le prime ricerche erano puramente testuali, oggi sui nostri schermi ambulanti la ricerca é sempre più integrazione di testo e di immagini. Il motore è molto evoluto e ogni ricerca permette di rispondere ai criteri scelti oltre che a una serie di opzioni come, per esempio, il periodo relativo alla data in cui il contenuto é stato caricato in rete. Anche gli "operatori" permettono all’utente di migliorare i risultati. È possibile, infatti, cercare in un solo sito web, escludere un sito web, cercare solo un certo tipo di files, o cercare siti simili a quello specificato. In questo modo si scremano i risultati ottenuti. Una pratica particolarmente utile da mobile per lo spazio ridotto a disposizione sui vari dispositivi. Ma la ricerca ha criteri diversi a seconda dei contenuti e delle informazioni che gli utenti intendono trovare. Il tutto non vale solo per i testi ma anche per la ricerca di immagini in cui l’utilizzo dei filtri permette di velocizzare i tempi. Google offre anche strumenti per la verifica delle immagini, del loro utilizzo sulla rete, della cronologia delle potenziali modifiche che queste hanno subito.
La formazione ha riguardato anche Google Trends che permette di capire quali sono i contenuti che gli utenti cercano in uno specifico posto o paese, anche per singole categorie. Analizzati anche gli strumenti "esplora" e "classifica" che possono essere utilizzati per fare delle ricerche specifiche facilmente trasferibili anche su altre piattaforme o utilizzabili offline. I dati di Google Trends sono anonimi, dunque non profilati ma solo geolocalizzati con un raggio abbastanza ampio.
Le due ore di formazione hanno permesso a tanti giornalisti e operatori della comunicazione di apprendere l’utilizzo di una serie di strumenti fondamentali per la verifica delle informazioni immessi sulla rete. In particolare sono stati illustrati alcuni esempi di notizie pubblicate da testate giornalistiche online e non verificate. Scelte che hanno ripercussioni sulla qualità delle informazioni diffuse e, quindi, su quanto viene dato in pasto a migliaia di lettori. Google offre la possibilità di evitare errori del genere grazie a un uso consapevole e competente di servizi offerti gratuitamente e senza particolari difficoltà.

Alessandro Bottone
@ale85bottone

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