Rassegna stampa

7 passi per un servizio pubblico digitale di successo

Fonte: Osservatorio europeo di giornalismo – EJO
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Jonathan / Flickr CC

Quali sono le componenti fondamentali di cui i media di servizio pubblico hanno bisogno per produrre con successo notizie nel contesto digitale? Un recente rapporto del Reuters Institute for the Study of Journalism ha analizzato otto progetti digitali lanciati di recente dai servizi pubblici di sei Paesi europei, individuando i tratti chiave necessari per ottenere buoni risultati. Secondo uno degli intervistati, commettere degli errori è cruciale, perché – per avere successo nel digitale – un’azienda mediatica di servizio pubblico deve essere pronta a rischiare, provare cose nuove ed eventualmente anche a fallire.

Sfide
I media di servizio pubblico in Europa devono affrontare diverse sfide esterne, tra cui le discussioni riguardo al loro finanziamento, alle loro competenze e al loro ruolo. Fanno parte di queste preoccupazioni anche le pressioni da parte dei concorreti privati, l’ascesa delle “platform company” che investono nell’industria acquistando varie aziende e i cambiamenti continui nell’uso dei media. Il rapporto “Developing Digital News in Public Service Media”, realizzato da Alessio Cornia, Rasmus Kleis Nielsen e dalla sottoscritta, analizza nel dettaglio come i media pubblici rispondono a queste sfide e a questi cambiamenti.

La nostra ricerca ha individuato dei fattori interni che, secondo le persone intervistate, attivano il processo di sviluppo di nuovi prodotti,  esaminando come i media pubblici mettono a punto nuovi progetti per le news digitali, come creano gruppi di lavoro e sviluppano i progetti e come affrontano le sfide una volta implementatili.

Sette fattori chiave
Lo studio ha riscontrato quattro fattori fondamentali per il successo di un progetto digitale e tre che sembrano invece facilitarlo. I quattro elementi fondamentali sono: 1) un forte sostegno pubblico da parte della direzione; 2) l’appoggio delle redazioni; 3) la creazione di gruppi di lavoro comprendenti membri di diversi reparti, con l’autonomia, le competenze e le risorse per condurre e mantenere i progetti; 4) un approccio che abbia il pubblico al centro. I tre fattori agevolanti sono invece: 1) avere un reparto di sviluppo prodotti esclusivamente dedicato alle notizie; 2) possedere l’abilità di attrarre nuovi talenti; 3) credere nella collaborazione con partner esterni.

Le sfide esterne e i cambiamenti profondi nel nostro ambiente mediatico sono fattori che i media a servizio pubblico non possono controllare. I fattori interni presentati possono anche essere difficili da influenzare, ma sono le aziende stesse a poterli cambiare. Le loro dimensioni e la loro struttura, assieme alle loro tradizioni, possono essere sia un’opportunità che un fardello a questo proposito.

La libertà di fallire?
Nel rapporto, abbiamo affermato che i media pubblici devono rischiare, provare cose nuove e avere la libertà di fallire, o, come afferma Antonella Di Lazzaro, una dei nostri intervistati e Vice Direttrice del reparto digital di Rai, “sappiamo che nel mondo digitale commettere errori è quasi come ottenere una medaglia d’onore. Molto spesso le persone ti dicono ‘Devi fare degli errori, sbagliare, perché se non lo fai, vuol dire che non stai facendo niente’.”.

In questo senso, lo sviluppo è un processo, non uno status o un singolo risultato finale. Mantenere in atto questo processo richiede che le aziende abbiano la capacità di lavorare sui fattori interni, come il sostegno della direzione per un progetto digitale e l’appoggio delle redazioni, anche quando le condizioni esterne sono ostiche. Gli attori politici possono, con il sostegno della popolazione, creare un ambiente propizio per i media del servizio pubblico, ma, secondo il nostro report, sta alle aziende stesse trovare strade nuove ed efficienti da intraprendere.

Lo studio: sei Paesi europei e i loro sistemi mediatici
Lo studio presentato è basato su 36 interviste, condotte tra dicembre 2016 e febbraio 2017, con caporedattori, manager e membri dei gruppi di lavoro per nuovi progetti. I Paesi inclusi nello studio sono Finlandia (Yle), Francia (France Télévisions e Radio France), Germania (Ard e Zdf), Italia (Rai), Polonia (Tvp) e Regno Unito (Bbc). I Paesi selezionati rappresentano una varietà di diversi sistemi mediatici, livelli di sviluppo tecnologico e tradizioni di servizio pubblico in Europa.

Per leggere il rapporto intero clicca qui.

Articolo tradotto dall’originale inglese da Georgia Ertz

 

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