Rassegna stampa

‘Il Manifesto della comunicazione non ostile’ arriva nelle scuole. 30mila studenti ed eventi a Milano, Trieste, Cagliari e Matera per sensibilizzare i più giovani sui problemi delle parole in Rete (VIDEO)

Fonte: Prima Comunicazione
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Daniela Colombo – Dalle fake news al cyber bullismo, passando soprattutto per l’hate speech – usato in post e commenti. Sono questi alcuni dei temi affrontati all’interno del ‘Manifesto della comunicazione non ostile’, un decalogo promosso da Parole O_Stili, community formata da più di 300 esperti, tra giornalisti, politici, comunicatori e manager che ha come obiettivo quello di contrastare la diffusione di ostilità nel mondo dei media, soprattutto nella rete.

Presentato ufficialmente a Trieste lo scorso febbraio, ‘Il Manifesto’ – sostenuto tra gli altri da Miur, Università Cattolica e Unicredit – è stato oggi simbolicamente consegnato agli studenti di età compresa tra gli 11 e i 16 anni durante un incontro al quale hanno partecipato più di 30mila ragazzi collegati da 1000 istituti distribuiti in tutta Italia e 4 eventi che si sono svolti in contemporanea a Milano, Trieste, Cagliari Matera. ”Vogliamo chiedervi di diventare testimonial di un nuovo modo di stare in Rete”, ha spiegato Rosy Russo, ideatrice di Parole O_Stili, intervenendo dall’Unicredit Pavillon di Milano. “Immaginatevi che il Manifesto sia come una canzone: l’abbiamo scritta a più di 100 mani, e ora vi chiediamo di interpretarla, facendola vostra”, ha aggiunto invitandoli a diventarne ambasciatori, portandolo ai loro coetani.

Rosy Russo

Sul palco accanto a lei, a fare da conduttore – e a tratti mattatore – Paolo Ruffini. Tra collegamenti con le altre città coinvolte e interventi diretti, l’attore e presentatore ha commentato e spiegato i 10 punti che compongono il testo, sviscerando anche tematiche spinose, coinvolgendo in prima persona alcuni tra i 500 ragazzi presenti, dando loro consigli su come riuscire a “disinnescare” potenziali situazioni d’odio via web.

Paolo Ruffini con alcuni ragazzi

A dargli manforte anche gli interventi di alcuni personaggi dello spettacolo, dello sport e del mondo dei media che hanno portato la loro testimonianza.

“Dietro gli account ci sono le persone”, ha detto nel suo video messaggio Lodovica Comello, cantante, attrice e presentatrice, invitando i ragazzi a pensare a quello che scrivono, e a come le parole possano essere anche male interpretate, fino a offendere anche profondamente chi le legge. “Con tutto quello di utile che si può imparare in rete, perchè perdere tempo a ferirsi?”.

L’invito ad ascoltare prima di parlare è arrivato da Francesco Piccinini direttore responsabile di Fan Page. “Nessuno ve lo insegna”, ha detto ai ragazzi, citando anche Primo Levi e Leonardo Da Vinci.”Potete impararlo dal contesto in cui crescete e vi può servire anche per sopravvivere”.

“Da capitano ho gestito una squadra in momenti di grandi successi”, ha ricordato nel suo intervento la bandiera rossonera Franco Baresi. “E’ importante saper ponderare leproprie parole riuscendo a capire come aiutare l’amico o chi ci sta accanto in un momento di difficoltà”. “Al di là di tutto prima c’è sempre la persona. E questo vale anche nel web”.

Alcuni passaggi con gli interventi degli ospiti dell’iniziativa

Sugli effetti positivi che si possono verificare nel passaggio dalla Rete al reale è intervenuto Gianluca Di Marzio, giornalista e volto noto di Sky Sport. “Con educazione e rispetto si può lasciare il segno”, ha spiegato, parlando anche del traffico social generato dall’evento e raccontando come abbia incontrato direttamente alcuni dei suoi follower.

A sensibilizzare sul problema delle ‘bufale’ che circolano in rete è intervenuto Andrea Sesta del sito satirico Lercio.it. “Un antidoto alla loro diffusione è pensare a quello che si fa”, ha ripetuto ai ragazzi. Sul tema degli insulti che infarciscono i commenti sono intervenuti i tre fondatori del sito ‘Commenti Memorabili’ . “Serve sempre porre dei paletti per non sfociare nell’insulto, hanno raccontato, sottolineando come dietro quello si nasconda sempre la rabbia e invitando i ragazzi a canalizzare la loro energia in qualcosa di più utile. Un messaggio passato anche nell’intervento della cantante Chiara Galiazzo, che parlando della sua esperienza di personaggio pubblico non ha comunque nascosto le sue difficoltà nel gestire l’ingresso dei social nella sua sfera di vita, anche privata.

A chiudere la mattinata l’intervento della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, che ha chiamato poi attivamente in causa anche gli adulti, invitandoli a studiare e mettere in pratica le 10 regole, dando per primi l’esempio, fuori e soprattutto dentro la scuola.

Nella foto, da sinistra Rosy Russo, Paolo Ruffini e Valeria Fedeli

“Mettere in pratica questo Manifesto significa mettere in pratica l’articolo 3 della nostra Costituzione”, ha spiegato, sottolineando come l’iniziativa consenta a ragazze e ai ragazzi di ragionare su cosa succede “quando si discute usando parole di odio, quando si utilizzano parole che poi spingono a violenze e discriminazioni”. “Il fenomeno ha avuto una larga diffusione negli ultimi anni perché non c’è consapevolezza di che cosa significa stare sulla rete”. “Bisogna dare gli strumenti per stare sulla rete: non è un luogo anonimo, e tu essere consapevole che quello che condividi via web sono parole che restano, parole che fanno male, parole che spingono a volte a forme estreme di dolore e a volte anche al suicidio”.

 

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