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I termini della cronaca giudiziaria

Le parole sono l’elemento essenziale del lavoro del giornalista, uno strumento potente e pericoloso, da maneggiare con la dovuta accortezza e con cognizione di causa. Più di una volta durante i moduli del corso i relatori hanno messo l’accento sull’importanza di un uso corretto e cosciente delle parole. Un’attenzione alla quale siamo stati richiamati anche dall’avvocata e già procuratrice pubblica Maria Galliani. La sua lezione ha messo a fuoco i problemi che possono sorgere quando i giornalisti sono chiamati a occuparsi di cronaca giudiziaria, in particolare per un uso inappropriato del lessico specialistico.

Le scelte del procuratore

L’introduzione è stata affidata a Daniele Fontana, giornalista esperto di inchieste e approfondimenti in ambito giudiziario. Fontana ha anzitutto spiegato una distinzione di base tra i reati: quelli contro le persone o le cose e quelli contro il patrimonio. Questa suddivisione non è un semplice dato nozionistico; infatti molto spesso è la linea del

procuratore generale che determina una maggior attenzione a una tipologia di reati piuttosto che all’altra.

Perché ultimamente non ci sono più state inchieste finanziarie nel nostro Cantone? In realtà le cose accadono, ma le forze sono convogliate altrove.

Dietro queste scelte si nasconde una precisa visione politica: proprio per questa ragione – secondo Fontana – il procuratore dovrebbe essere votato dal popolo e non dal Gran Consiglio.

Nel Canton Ginevra il procuratore viene scelto in votazione popolare. Trovo che sia un sistema più trasparente, in cui ogni candidato può presentare il suo programma.

L’inchiesta finanziaria

Maria Galliani si è poi soffermata sulle caratteristiche dell’inchiesta finanziaria.

Non si tratta di un compito facile: il crimine non si svolge alla luce del sole, la verità è spesso è nascosta e bisogna andare a cercarla. L’indagine richiede quindi tempo ed energia, ma l’importante è non lasciare le cose in sospeso: l’inchiesta deve avere un esito, qualunque esso sia.

L’inchiesta non deve restare sospesa. Un procuratore deve essere deciso e non perdersi in movimenti laterali.

Naturalmente a volte capita di non avere sufficiente materiale per proseguire: in questo caso bisogna avere il coraggio di abbandonare l’inchiesta e ammettere di non avere gli elementi necessari.

La decisione di abbandono è un atto dovuto nei confronti delle persone inquisite qualora non ci siano gli estremi per proseguire.

Un invito che la Galliani ha rivolto anche ai giornalisti.

Il compito del giornalista

Veniamo quindi al ruolo della stampa. Entrambi i relatori hanno sottolineato l’importanza del lavoro del giornalista. Il quarto potere è chiamato a vigilare sugli altri tre, svolge un controllo sull’operato della magistratura.

I giornalisti che si occupano di cronaca giudiziaria devono avere le competenze necessarie per seguire un processo. La fase di accertamento della verità si svolge in aula ed è importante riportare le nozze in maniera fedele. A questo proposito Galliani ha consigliato di fornire soltanto le informazioni principali, quelle che permettano di capire come il giudice è arrivato a quella decisione.

Non bisogna raccontare al lettore perché il sistema giudiziario è fatto così, bisogna semplicemente riportare la vicenda.

Oltre alla competenza, al giornalista che segue i processi si richiede un’inesauribile curiosità e una buona dose pazienza. In questo senso Fontana avverte:

È un esercizio zen. La curiosità non deve esserci soltanto quando si scopre il fatto, deve essere rinnovata durante il processo: è lì che si definisce la verità.

Terminologia

Quando ci si occupa di cronaca giudiziaria è fondamentale conoscere i termini corretti. Una parola che in un qualsiasi contesto può risultare generica, nel lessico giuridico assume un’accezione precisa che bisogna conoscere.

“La terminologia è sempre una cosa al di là del bene e del male.”

In questo senso Galliani ha portato l’esempio dei termini che definiscono le tre tipologie di reato:

  • Contravvenzione > punita con la multa (massimo 10mila franchi);
  • Delitto > punito con una pena detentiva fino a tre anni o con una pena pecuniaria;
  • Crimine > reato punito con una pena detentiva di oltre tre anni.

Link

Esempi d’inchieste giudiziarie condotte da Falò:

Codici di Legge:

 

Articolo: Igor
Foto e link: Camilla
Tweet: Barbara C.

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