Etica e diritto Giornalismo e politica Inchiesta Problemi del giornalismo Ricerca e verifica Tecniche e strumenti

Risposte, repliche e denunce: ecco fin dove ci si può spingere

Il giornalista dev’essere consapevole delle regole imposte sia dal diritto che dal codice di procedura deontologica e non ha solo doveri da rispettare, ma anche diritti.

Per discutere di ciò che il giornalista può o non può fare, abbiamo analizzato alcune inchieste insieme al giornalista e presentatore della trasmissione “Falò”, nonché presidente del Corso, Gianni Gaggini, e del giornalista di “Patti Chiari”, Riccardo Fanciola. La riflessione ha permesso di isolare alcuni concetti chiave, come la differenza tra diritto di risposta e di replica, il diritto all’oblio e il funzionamento del provvedimento supercautelare.

 

“Guarirò senza chemio” (Falò) Inchiesta di Anna Bernasconi sul caso Marco Pfister

La giornalista Anna Bernasconi si presenta dal “divulgatore” Marco Pfister, che predica falsità sulla cura del cancro, fingendosi una malata con una prescrizione di chemioterapia e radioterapia. Bernasconi registra e filma l’incontro grazie a una telecamera nascosta.

Il servizio di Anna Bernasconi per la trasmissione RSI Falò.

Bernasconi sceglie questo metodo di approccio perché i rischi di un affronto diretto e limpido con Pfister erano molteplici: diffida, fuga, negazione. La finta diagnosi serviva a porre un problema medico preciso dal quale la giornalista si aspettava risposte chiare, consapevole che solo grazie alla telecamera nascosta sarebbe riuscita a raccogliere la testimonianza della quale aveva bisogno.

Ma quando è lecito usare una telecamera nascosta? Quando l’interesse pubblico è prevalente. L’interesse pubblico prevalente costituisce un terreno che non è definito dal codice e va sempre verificato.

Ma non sarebbe stato necessario sentire, attraverso una replica, l’opinione di Pfister dopo averlo informato di quanto la giornalista aveva registrato e filmato? Ascoltando quanto si dicono Bernasconi e Pfister, notiamo chiaramente che lui nel colloquio lui commenta già la cartella medica che gli viene presentata così come avrebbe potuto fare in una replica. Quello che lui ha detto era oltremodo esplicito. Secondo la redazione, il diritto di replica non avrebbe aggiunto nient’altro a quanto già detto, mentre  Pfister avrebbe potuto impugnare il diritto di risposta dopo la messa in onda.

Qual è la differenza tra diritto di replica e diritto di risposta? La replica è uno spazio che si concede alla persona oggetto dell’informazione per spiegare le sue ragioni: deontologicamente è necessario concedere la replica (= principio deontologico). Il diritto di risposta è invece una norma legale che, in genere, viene fatta valere dopo la messa in onda del servizio e il cui spazio dev’essere uguale a quello dato al primo servizio.

 

“Soldi sporchi” (Falò) Inchiesta sulla ‘Ndrangheta in Ticino 

L’inchiesta parte dal caso della segnalazione di irregolarità nell’attività di due società finanziarie di Zurigo (PPF e WFP, legate ai nomi di Paolo Desole e Salvatore Paulangelo e poi anche di Alfonso Zoccola). Tramite queste società vengono truffate quasi duemila persone e portati avanti loschi affari. L’inchiesta, che cita le diverse indagini avviate nel Canton Zurigo, nel Canton Ticino e in Italia, fa i nomi dei responsabili e spiegazione di chi sono e dei loro precedenti.

Le problematiche principali con le quali deve avere a che fare il giornalista dell’inchiesta sono le seguenti:

– Fare o non fare i nomi?  Sì, se la persona è ancora attiva come criminale in Svizzera.
– Far vedere o no la foto? Meglio usare i ritratti.
– Citare oppure no le precedenti condanne del soggetto? Bisogna tenere conto del diritto all’oblio.

Il diritto all’oblio concerne condanne già scontate NON inerenti al reato presente. Se si tratta di recidiva non vale il diritto all’oblio.

 

“Mafia, coca e colletti bianchi” (Falò) Inchiesta sul clan Tassone e l’azienda Viva Transfer di Raffaele Tognacca

Inchiesta sul Clan Tassone che investiva denaro di narcotraffico in Sudamerica. Il denaro è passato anche dalla Viva Transfer di Lugano (a capo dell’azienda c’è Raffaele Tognacca, ingegnere bellinzonese, già presidente PLR Bellinzona e candidato al Consiglio di Stato). Nell’inchiesta è stato fatto il nome di Tognacca e sono state diffuse delle fotografie.

Il servizio di Falò.

I giornalisti sono stati citati da Tognacca per i seguenti motivi: assenza di consenso per la citazione e mancanza di interesse pubblico dell’inchiesta su riciclaggio che comprende persone in Svizzera. La risposta del tribunale chiarisce che il nome andava fatto poiché era già uscito sui giornali locali e il soggetto è un personaggio pubblico, che ha cercato la notorietà con il lavoro pubblico (politica).

Si deve fare il nome quando esiste il pericolo che, non facendolo, il sospetto si sparga su un’intera categoria di persone e quando la persona ha assunto un ruolo pubblico nella società.

 

“Verdure indigeste” (Patti Chiari) Servizio di Riccardo Fanciola sulla Enzo Crotta SA

L’inchiesta si è basata su prove importanti e su testimonianze giunte da diverse fonti. Fondamentali sono state le fotografie e i racconti forniti dalle queste fonti, ma anche la la “cooperazione” dello stesso Crotta, che ha acconsentito subito all’entrata in azienda di Fanciola accompagnato telecamera.  Crotta avrebbe potuto, inoltre, chiedere un provvedimento supercautelare per bloccare il servizio, ma non l’ha fatto.

La supercautelare è un provvedimento cautelare ordinato dal Pretore (fa parte della procedura civile) ed ha effetto immediato. In seguito a tale provvedimento un contenuto va rimosso ancor prima della sua pubblicazione: la redazione è costretta a sospendere la messa in onda di un servizio tv, che viene prima visionato dal Pretore che prenderà una decisione in merito. Nel caso invece di una pubblicazione online oppure cartacea, il provvedimento viene chiaramente inoltrato a pubblicazione avvenuta: nel caso dell’online il contenuto viene cancellato, mentre nel caso del cartaceo si concede diritto di risposta.

Perché il soggetto del servizio possa ottenere un provvedimento supercautelare deve rendere verosimile che esso violi un suo diritto e che tale violazione sia preponderante rispetto all’interesse pubblico della notizia.

 

Linkografia e video:

Guarirò senza chemio (Falò) VIDEO

Soldi sporchi (Falò) VIDEO

Mafia, coca e colletti bianchi (Falò) VIDEO

Verdure indigeste (Patti Chiari) VIDEO

 

Articolo di Chiara Nacaroglu

Foto e link di Giorgia von Niederhäusern

Il tuo commento