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I media: manipolatori manipolabili

L’idea che i mass media abbiano un grande potere di manipolazione non è nuova. Un aspetto messo meno in evidenza è quanto i media siano essi stessi manipolabili. Dai governi, dai potenti, da grandi aziende.

In quest’ultima giornata del Corso di giornalismo, Marcello Foa ha sottolineato come i politici e i potenti hanno imparato ad usare la forza dei media a loro vantaggio. Riuscire a influenzare i mass media significa avere un grande potere: se i media accendono i riflettori su un certo argomento, automaticamente diventa oggetto delle attenzioni dei politici, dello Stato, dell’opinione pubblica.

Foa si è soffermato in particolare su una figura specifica: quella degli spin doctor. Comunicatori, ma anche manipolatori, al servizio di governi e grandi aziende. Lo spin doctor è spesso un ex giornalista. Ha una conoscenza perfetta dei meccanismi che regolano il ciclo delle informazioni. Sa come si scelgono le notizie nelle redazioni.

È conscio per esempio del fatto che per paura di bucare una notizia, nelle redazioni si ha la tendenza a “copiare” la concorrenza. Questo permette che una notizia si diffonda molto rapidamente rimbalzando da un media all’altro se dotata delle caratteristiche e dell’enfasi necessarie. Inoltre i tempi di pubblicazione rapidi talvolta non consentono al giornalista di verificare con fonti proprie, costringendolo a “fidarsi”. O in altri casi si fida perché vuole a tutti i costi fare uno scoop.

Come è possibile influenzare l’opinione pubblica senza che quest’ultima se ne renda conto? Alla base, oltre all’esperienza, ci sono nozioni di psicologia e sociologia. Per esempo, basilare è il concetto di frame. La nostra mente funziona in base a cornici valoriali che si creano su un certo tema (i frames). Nuove notizie su quel tema si inseriscono nel frame. Quelle che contraddicono i nostri preconcetti vengono relativizzate o scartate, quelle che confortano il pregiudizio vengono invece interiorizzate.

Foa ha illustrato questi concetti attraverso diversi esempi.

In Ucraina, in un coro unanime i media internazionali hanno parlato di una rivoluzione del popolo contro un governo corrotto. In realtà, la caduta di Janukovyc è stata causata principalmente dall’azione di gruppi paramilitari neonazisti armati e inquadrati. Foa ritiene che spesso laddove c’è un coro unanime, si nasconde una manipolazione.

Il filmato diffuso dall’ISIS nel quale viene bruciato vivo un pilota giordano, è quasi certamente un falso, girato con tecniche sofisticate quasi hollywoodiane (con tanto di rallentatori, musica di sottofondo, zoom).

Particolarmente emblematico il caso della soldatessa Jessica Lynch, che secondo la versione ufficiale, sarebbe stata tratta in salvo con una spettacolare operazione in Iraq. Tutta una montatura, che un giornalista della BBC aveva scoperto parlando con fonti locali. Quest’ultimo era poi però stato intimorito dagli spin doctor all’interno del governo americano al punto che anche se la BBC lo difese, ben pochi altri media riportarono il suo scoop. Si è dovuto attendere 2 anni perché Jessica Lynch pubblicasse un libro dal titolo “I am no hero” dove ha raccontato la verità. Secondo Foa questo caso dimostra, fra le varie cose, come determinante per gli spin doctor non è per forza cancellare completamente una notizia, ma ritardarla. Se si pensa alle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, la verità è venuta a galla, ma troppo tardi: ormai la guerra era fatta.

Altro esempio citato da Foa: le immagini della statua di Saddam demolita in un momento di tripudio popolare che doveva dare l’idea della “liberazione del paese”. Si trattò in realtà di una messa in scena di un reparto dell’esercito USA, che demolì una statua di fianco all’albergo dove erano ospitati i giornalisti internazionali, in una piazza sigillata nella quale erano presenti pochi iracheni pagati per fare da comparse. Molti giornalisti esperti avevano sentito puzza di bruciato, ma ben pochi avevano osato mettersi contro la verità ufficiale in tempo reale.

Da questi esempi un dato che emerge è come l’immagine sia più efficace della parola: può essere ritoccata, da impressione di semplicità, colpisce i sensi e parla a tutti indipendentemente dalla lingua o dalla cultura.

Cosa deve fare un giornalista per non essere parte di questo gioco?

Foa fornisce alcuni elementi per ambire a un miglior giornalismo:

* Essere più indipendente dalle istituzioni (ci sono le fake news in rete, ma anche le fake news istituzionali)

* Essere meno condizionato da agenzie di stampa e comunicati stampa

* Essere più attento alla realtà

* Essere più onesto con il lettore, rettificando gli errori

* Essere coraggioso, non adagiarsi sul conformismo, ma cercare uscire dal flusso/coro

* Per chi fa l’inviato speciale, non farlo dall’hotel, bensì recarsi a verificare le notizie di persona, non dando per scontata la versione ufficiale

 

Link utili:

http://m.ilgiornale.it/video/lisis-brucia-vivo-un-pilota-della-giordania/1089349/

https://www.scientificamerican.com/article/how-the-fda-manipulates-the-media/

 

Testo e link: Ivan Campari

Fotografie: Alessia Wyttenbach

Tweet: Alessia Bergamaschi

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