Multimedia e online Problemi del giornalismo Visite e trasferte

Master in Giornalismo: insegnare una professione dal futuro incerto

Studenti del Master in Giornalismo Giorgio Bocca di Torino

Formare i giornalisti del futuro senza sapere cosa diventerà il giornalismo. È la premessa con cui è stato lanciato lo scorso novembre il primo Master in Giornalismo dell’Università di Torino. Un corso intitolato a un grande giornalista del passato come Giorgio Bocca, ma tutto orientato al futuro. “L’obiettivo – spiega Anna Masera, giornalista de La Stampa e direttrice del master – è di aprirsi alle nuove tecnologie puntando sull’interdisciplinarità, con l’incontro tra giornalismo cartaceo e nuovi media. Unire anime e competenze diverse insomma, per produrre il vero giornalista multimediale”.

Ingresso della sede del Master a Torino

Ma quali sono le sfide da affrontare per insegnare una professione in rapido mutamento come il giornalismo? “Molti dei nostri studenti – continua Anna Masera – sono laureati in Lettere e Filosofia. È necessario colmare le lacune nelle materie scientifiche”. Ecco perché oltre ai corsi classici in storia, geografia, giurisprudenza o economia, svolti in collaborazione con l’Università di Torino, il master propone ai suoi venti studenti corsi aggiuntivi in ambito multimediale e informatico: corsi di coding, data-journalism o impaginazione digitale.

Puntiamo molto sui corsi di coding per capire cos’è un codice. Non puoi usare un computer senza sapere come si programma

Se è vero che il giornalismo della carta stampata è in crisi, allora su quali nuove figure bisogna puntare? “Al giorno d’oggi per un giovane che mira a essere assunto in un giornale è inutile proporsi come qualcuno che vuole e sa scrivere. È necessario fare leva sui nuovi bisogni delle redazioni, che riguardano sempre più le competenze digitali. Bisogna saper leggere i dati, essere in grado di interpretare una statistica, conoscere i social media e avere dimestichezza con internet”.

Oggi giornalismo è uguale dati. Ma come li raccolgo? Come li leggo e come interpreto questi dati?

“Nell’era digitale le professioni in ambito giornalistico sono sempre più legate all’analisi dei dati, ma anche al fact-checking o all’infografica. E ancora videomaker, social editor. Oggi inoltre il giornalista è tenuto a seguire tutta la fase di creazione e pubblicazione del proprio lavoro; dal titolo ai link di riferimento, dalle foto agli apporti multimediali correlati. Non solo, il giornalista deve curare la propria immagine digitale, seguendo il percorso del proprio articolo, la diffusione sui social, rispondendo se necessario ai commenti dei lettori”.

Per la sua direttrice, il master deve puntare su tre elementi fondamentali: interdisciplinarità, innovazione e internazionalizzazione. “Oggi è impensabile che un giornalista non parli inglese ed è vero che  il giornalismo italiano è abbastanza provinciale. I corsisti sono tenuti a svolgere due stage formativi durante i due anni di corso e per il futuro vorremmo dare loro la possibilità di svolgere questi stage all’estero. Stiamo pensando a The Guardian a Londra, o a testate oltre oceano, ad esempio a New York”.

Incontro con Anna Masera, direttrice del Master in Giornalismo Giorgio Bocca di Torino

Approfondisci:

Articolo: Barbara Raveglia

Immagini: Dino Stevanovic

Tweet: Alessia Bergamaschi

Il tuo commento