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Ecco la “Gazzetta del corso”

La prima pagina della Gazzetta del corso

Seconda giornata dedicata alla creazione di un giornale (la prima qui), La Gazzetta del corso, con il focus che è passato dalla strutturazione delle pagine e dalla scritture delle notizie alla titolazione e all”impostazione della prima. Le sei pagine prodotte (prima, estero, confederazione, cantone, cronaca e 24 ore) sono in allegato sotto, con la macchia di un errore nel sottotitolo in prima pagina (“Ma era compito dell’impaginatore accorgersene”, ha detto il direttore del Corriere del Ticino Fabio Pontiggia: fatto sta che infastidisce) e un secondo che invitiamo a scrivere nei commenti, se scovato. L’insegnamento da trarne, come dirà poi con una battuta la collega Erica Lanzi (CdT), è che “la regola dovrebbe essere: quando si chiude il giornale non lo si riguarda più, se no la notte non si dorme”.

Dalla parte dei corsisti

A prodotto ormai terminato, con una certa e naturale frenesia, quali le impressioni di chi delle scadenze della carta è a digiuno? Marija Milanovic e Camilla Luzzani, impiegate al web della RSI, sono state concordi nel dire che “è stato interessante mettersi in modalità scadenza” per una volta, e che è stato “diverso dipendere dagli altri. Nel lavoro quotidiano siamo abituate a rispondere solo a noi stesse”.

Le redazioni improvvisate all’opera.

Così invece Roberta Rinaldi (RSI): “Abituata dal lavoro a “Cuochi d’artificio” a scrivere di cucina, che richiede uno stile completamete differente, mi ha colpito l’importanza della scelta delle parole e la distinzione tra fatto e commento. È una cosa di cui ero già cosciente, ma alla prova pratica mi sono sentita parecchio impalettata”.

Anche chi la carta la vive quotidianamente ha avuto modo di imparare qualcosa. Nadia Lischer (CdT): “È stato utile anche per me. Innanzitutto per aver ripassato il processo di gerarchizzazione delle notizie, ma anche per realizzare quanta precisione richiede il nostro lavoro: rispetto ai media audiovisivi i refusi acquistano un peso maggiore perché fissati per sempre su carta”.

Dalla parte del relatore

Fabio Pontiggia durante la strutturazione delle pagine venerdì mattina.

Sull’altro fronte, Fabio Pontiggia, cosa si aspettava da questa due giorni?

Trovo sia stato molto importante l’aver confrontato praticanti giornalisti e non – comunque giovani – con due aspetti fondamentali del giornalismo cartaceo: il lavoro di squadra in redazione e lo stress dei tempi di chiusura. Molto importante perché bisogna abituarsi fin dall’inizio al fatto che vi siano dei termini precisi e che il lavoro non può continuare all’infinito: il giornale si deve chiudere e il risultato deve essere valido, malgrado questi limiti e queste contraddizioni.

A bocce ferme, quali sono le sue impressione relativamente ai vari momenti redazionali, come l’impostazione iniziale delle pagine, la titolazione e l’impostazione della prima?

La scelta delle notizie è stata fatta con criterio, con le giuste valutazioni sulle priorità. C’è stata qualche incertezza iniziale per alcune pagine ma è una cosa normale, che succede anche nelle redazioni. Su alcuni titoli ci sono stati più che comprensibili problemi perché quando la grafica pone limiti precisi può essere difficile sintetizzare la notizia in maniera efficace. L’aspetto delicato è evitare che i titoli inciampino e che vi siano ripetizioni fra l’uno e l’altro. Ma sono meccanismi che si acquisiscono: è come imparare a guidare. Infine, ho trovato molto positivo il confronto che si è creato per impostare la prima pagina, una situazione che si è risolta con delle scelte fondate e motivate. Tutto sommato è uscito un prodotto più che dignitoso.

#Gazzettadelcorso: bozza corretta, prima pagina discussa e pronta. Siamo #inchiusura. #corsogiorn pic.twitter.com/Itx40G4Qkw

— Corsodigiornalismo (@Corsogiorn) 18 febbraio 2017

È questa l’opinione anche di Dino Stevanovic (LaRegione), promosso direttore per l’occasione?

Sì, e la due giorni è stata utile anche perché ha permesso di costruire basi comuni su cui lavorare nei prossimi mesi e a cui possono fare capo sia chi è a digiuno di carta e chi no. Abbiamo fatto molto in poco tempo: lo stress da chiusura del giornale è andato oltre quella di una mia normale giornata in redazione!

La Gazzetta del corso in pdf

Il timone dell’edizione del 16 febbraio del CdT.

Testi: Federico Storni

Immagini e link: Martina Salvini

Tweet: Giorgia von Niederhäusern

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