Etica e diritto

Informazione consapevole, tra privacy e interesse pubblico

L'avvocato Gianni Cattaneo

Diffondere una notizia richiede un bilanciamento tra il reale interesse pubblico e la tutela della privacy delle persone coinvolte.

Questo uno degli aspetti principali di quanto spiegato sabato dall’avvocato Gianni Cattaneo, Docente incaricato di diritto informatico e di internet alla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI).

Durante la sua relazione incentrata sui diritti e i doveri del giornalista, è stato posto l’accento sull’importanza del valore della proporzionalità. Nel redigere una notizia è un dovere del giornalista sfruttare le informazioni a disposizione nel rispetto degli interessati e, laddove richiesto, con il loro consenso.

Nei casi più delicati il giornalista è chiamato a ponderare gli interessi in gioco mettendo a fuoco le informazioni a disposizione: quali sono realmente di interesse pubblico? E quali si possono invece tralasciare? «Non si tratta di censurarsi – spiega l’avvocato – ma di responsabilizzarsi».

Da evitare soprattutto il sensazionalismo: la vendita e l’effetto shock rispondono a un’esigenza economica e non ad un’esigenza d’informazione.

Altro aspetto sul quale il relatore si è soffermato è la protezione della propria attività sul web. Internet, lo strumento che viene maggiormente usato oggi, sottostà alle stesse leggi del mondo reale e nasconde delle insidie anche per chi effettua ricerche e indagini. È pertanto consigliabile proteggersi con la crittografia.

Uno dei temi più intriganti della giornata è stato quello del diritto all’oblio (vedi video). La sua applicazione permette a chi ha scontato una pena di opporsi alla rievocazione, anche sul web, di fatti relativi ad un passato dimenticato ed entrato a far parte della sfera privata. Si tratta di un diritto fondamentale che agevola il reinserimento delle persone nella società.

Durante la giornata c’è stato anche tempo di entrare nel merito di casi realmente accaduti che hanno acceso la discussione. Il dibattito ha mostrato come la legge non sia una scienza esatta ma come ogni situazione debba essere valutata nelle rispettive specificità.

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