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Come ti smonto la bufala: incontro con David Puente

Di Laura Dick, Valerio Scheggia

Rissa con gravi risvolti ieri alla sagra. La vittima, un ticinese di 19 anni, è stato massacrato di botte da un richiedente l’asilo. I testimoni parlano di un improvviso impeto di rabbia, dovuto all’alcol.

Avete appena letto una bufala. Una “fake news”, per intenderci, vista la notorietà del termine inglese. Queste poche righe avranno sicuramente fatto spalancare gli occhi, esclamare un “ecco! Lo sapevo”, oppure suscitato disapprovazione. In poche parole: hanno giocato con la vostra emotività. Se poi si trattasse di un post di un vostro contatto Facebook con foto o video allegato – dai fotogrammi poco chiari – ecco che questa notizia avrebbe di sicuro acquisito maggiore legittimità. Bisogna stare attenti.

È stato questo il tema proposto durante il corso di giornalismo sabato scorso. Ospite speciale: David Puente, uno dei più conosciuti cacciatori di false notizie in Italia. Di professione informatico, ma specializzato nella comunicazione e in formazione per diventare giornalista, David ci ha fornito diversi elementi su cui riflettere.
Per il lettore di notizie, il consiglio è quello di sviluppare più criticità. A volte basta un gruppo su Facebook per finire nel mirino di certi divulgatori di bufale, che sfruttano la rabbia, il malcontento, ma anche il dolore di una persona per trasformarla in un messaggero di false notizie.
Per il giornalista, l’invito è tornare ad un certo “slow journalism” – per continuare con i termini inglesi – ovvero prendersi più tempo per quello che è poi uno dei suoi compiti: verificare. Una mansione imprescindibile per la professione che oggi si scontra con l’estrema velocità dell’informazione.

David nel corso della lezione ha fornito svariati esempi di fake news, uno tra i tanti è quello della manifestazione sportiva tenutasi a Parigi sulla Senna e spacciata come protesta dei Gilet Gialli. In questo caso, ha spiegato, è bastato utilizzare Google Immagini per verificare la provenienza della foto.

fonte secondaria: davidpuente.it

Non è sempre così semplice. David ha illustrato anche casi che hanno richiesto più lavoro, tempo e risorse per svelare l’inganno. Profili clonati, false email, chat private sono solo alcuni dei mezzi utilizzati dai creatori di bufale per raggiungere i loro scopi. 

Questi sono solo alcuni degli spunti emersi durante il corso e da cui partire per ulteriori approfondimenti. David Puente tiene informato il pubblico sul suo lavoro tramite il suo Blog. Quest’anno ha pubblicato il libro Il Grande inganno di internet – false notizie e veri complotti: come difendersi? (Ed. Solferino).

 

intervista a David Puente

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