Visite e trasferte

Nella famiglia di Radio3i senza paura di sbagliare

La visita a Radio 3i e Teleticino ha evidenziato vari aspetti che caratterizzano questa emittente privata:

  1. Realtà aziendale piccola (60 persone circa): facilita il confronto diretto e lo scambio di idee
  2. Orizzontalità della comunicazione: una gerarchia esistente, ma meno rigida rispetto ad un’emittente pubblica permette di snellire i processi decisionali
  3. Valorizzazione delle iniziative e del lavoro individuale senza l’ansia dell’errore: sbagliare implica comunque un’opportunità di crescita personale
  4. Flessibilità nella scelta dei contenuti e velocità decisionale
  5. Ottimizzazione delle risorse: ad es. alcuni giornalisti dell’informazione per TeleTicino, oltre a strutturare il racconto della notizia, si occupano anche di raccogliere le immagini per la realizzazione del servizio
  6. Dinamica commerciale

Nel corso della mattinata abbiamo assistito alla realizzazione della trasmissione radiofonica della mattina (Pane tostato) e abbiamo così potuto toccare con mano la spontaneità, l’intraprendenza e lo spirito di adattamento che si nascondono dietro al microfono. In seguito abbiamo partecipato alla riunione della redazione di TeleTicino, alla selezione e alla distribuzione dei temi in pagina nel TG della sera.
Particolarmente apprezzata e interessante è stata poi una ricerca presentata da Sacha Dalcol sulla storia delle radio e delle televisioni private in Svizzera.

Complessivamente è stata un’esperienza costruttiva, stimolante e arricchente. I mezzi economici e di conseguenza la disponibilità di effettivi obbligano questa emittente privata ad adottare un atteggiamento dinamico e a ridurre ai minimi termini le sovrastrutture. L’entusiasmo degli interpreti ha permesso però di plasmare un’azienda – almeno ai nostri occhi – giovane, dinamica e motivata ad offrire un servizio di informazione più accurato possibile.
Da ultimo, se si vuole trovare un piccolo neo nella visita di venerdì, sarebbe potuto essere costruttivo dal punto di vista giornalistico non soltanto assistere, ma anche contribuire attivamente al lavoro redazionale.

A cura di Julie Arlin, Natascia Bandecchi, Axel Belloni, Nicole Caola, Giacomo Rizza, Yara Rossi e Clarissa Tami

Il tuo commento