Problemi del giornalismo Ricerca e verifica

“You are only good as your sources”: la verifica delle fonti

Le fonti, la sorgente (per rimanere in ambito metaforico) da cui nasce il lavoro del giornalista: è questo l’argomento del modulo affrontato insieme a Thomas Paggini. 

La base di partenza, come è ovvio, sono i concetti base: cos’è una fonte, le distinzioni fra fonte primaria o secondaria, diretta o indiretta, attiva o passiva, e via dicendo. Parliamo di come, soprattutto negli USA, si stabiliscono le regole del dialogo con le fonti, se si parla “not for attribution”, “off the records”, “on background”.

Ma l’argomento va presto oltre le nozioni e viene sviluppato a vari livelli, metodologici, pratici, etici e deontologici, sulla base del motto che introduce la lezione, “You are only as good as your sources”: se chi ci racconta il fatto non vale niente, noi non valiamo niente. È un discorso complesso e affascinante quello che abbiamo affrontato con Thomas Paggini, che va a toccare il punto saliente della credibilità stessa del giornalista allorchè non svolge a dovere il compito di verificare le fonti, di proteggerle quando è necessario, di comprendere le dinamiche che spingono una persona a divenire essa stessa una fonte, di capire se una fonte anonima merita di essere utilizzata. Si parla di regole, di principii, delle corrette modalità di gestire un rapporto con una fonte che è anche una questione umana oltre che professionale. Passiamo in rassegna alcuni casi e personaggi: da Mark Felt, la “gola profonda” del caso Watergate, agli errori  in cui è incorso il Rolling Stone in un articolo sugli stupri nei campus americani, al caso del falso video che ha incastrato Hans C. Strache.

Interessante è poi l’esercizio che Thomas ci propone dal sito First draft, una fonte (per restare in tema) di strumenti e documenti utilissimi: data una foto, si trattava di capire dove era stata scattata facendo attenzione ai dettagli e con le opportune ricerche. Un esercizio non scontato, che ci ha dato la misura di come, a volte, la fake news sia veramente dietro l’angolo, come una buccia di banana su cui, involontariamente, scivoliamo per non aver prestato abbastanza attenzione alla strada. 

Un modulo di grandissima utilità, al di là delle nozioni teoriche, soprattutto, come detto, per l’impronta di metodo e di comportamento che ha offerto: un vero e proprio piccolo prontuario per salvare la credibilità come giornalisti senza cadere in clamorosi errori.

Di seguito, l’intervista di Francesco Gabaglio a Thomas Paggini.

Testo di Marco Narzisi, intervista e video di Francesco Gabaglio

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