“Essere corrispondente a Berna è entusiasmante!” Così il collega Kari Kälin della Luzerner Zeitung che, in occasione della nostra visita nella capitale, ci ha raccontato la sua esperienza quotidiana da inviato a Palazzo Federale.

La vicinanza e l’accessibilità ai vertici della politica svizzera è un grande vantaggio professionale e una caratteristica tutta elvetica che però porta con sé anche qualche rischio.

Questa prossimità consente infatti di sviluppare rapporti interpersonali più stretti ma mantenere il giusto distacco e la lucidità richiesta può a volte non essere così facile. La prospettiva deve restare oggettiva sui temi e sulle persone e resta essenziale non perdere il contatto con la realtà e con il proprio pubblico di riferimento. A questo proposito la possibilità di lavorare con un pool di colleghi con cui scambiarsi opinioni e rivedere gli articoli prima della pubblicazione è di grande aiuto.

Il microcosmo di Berna vede politici, giornalisti, portavoce e lobbisti agire e curare i propri interessi in uno spazio d’azione limitato. Saper restare aperti al cambio di opinione e saper mettere in discussione la propria prospettiva consente di cogliere delle sfumature importanti sulle diverse tematiche.

Anche un lobbista può offrire delle informazioni utili all’interpretazione della realtà ma bisogna riuscire a non farsi manipolare.

Ad oggi le fonti informative e di lettura di un’azione politica possono venire da diversi canali: i social media, il contatto diretto con politici e funzionari, i portavoce e altri colleghi.

Per continuare l’approfondimento sulla complessa realtà di Berna abbiamo seguito una visita guidata sulle tracce del lobbismo politico tenuta da Thomas Angeli di Lobbywatch.ch, associazione particolarmente impegnata sul tema della trasparenza.

Grazie alla loro testimonianza abbiamo ripercorso i luoghi simbolici del lobbismo federale e abbiamo discusso di come agiscono i principali gruppi di interesse come tabacco, caffè, fiduciarie e casse malati.

Abbiamo riflettuto sulla particolarità tutta svizzera di poter dare libero accesso a Palazzo Federale, e dunque da parte di tutti i parlamentari eletti, a persone esterne: ogni deputato ha a disposizione due badge a testa da distribuire a “collaboratori personali”, senza doverne specificare gli interessi.

Il tema della trasparenza è sempre stato sensibile e delicato nella discussione delle camere e regolarmente torna d’attualità: è infatti notizia di questa settimana che il nuovo parlamento desidera modificare le norme di dichiarazione degli interessi dei riceventi l’accesso.

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