Tecniche e strumenti

Come si legge una statistica? Dalle percezioni al confronto

Eric Stephani
Eric Stephani durante il corso

Riportare i dati statistici non è sufficiente. In estrema sintesi è questo il messaggio che Pau Origoni, responsabile dell’Ufficio cantonale di statistica, ed Eric Stephani, collaboratore scientifico presso il medesimo Ufficio, hanno voluto rivolgere ai corsisti sabato 14 dicembre.
Secondo i due relatori, in un’epoca dove la quantità di dati a disposizione dei cittadini è a dir poco bulimica, i giornalisti hanno il compito di contestualizzare e di spiegare i dati che riportano, agevolando la comprensione e l’interpretazione degli stessi da parte dei propri lettori, contribuendo così al buon funzionamento del processo democratico elvetico.

La regola delle 3C
Nell’ambito della statistica pubblica, sfera regolamentata dalla Legge statistica cantonale (LStaC) e dalla Carta statistica pubblica svizzera, i relatori hanno invitato i corsisti a seguire fedelmente la regola delle 3C. Innanzitutto, è buona pratica domandarsi sempre se i dati sono confrontabili. Ovvero, se è possibile il confronto tra le percezioni soggettive dei lettori della statistica e i dati oggettivi riscontrati dalle autorità pubbliche. Inoltre, bisogna sempre chiedersi se i dati sono comprensibili, vale a dire se rispetto a un determinato contesto ha senso usare un determinato dato oppure no. Infine, è importante valutare se un dato è consapevole, ossia se siamo a conoscenza della provenienza del dato e della ragione per la quale è stata utilizzata una determinata fonte piuttosto che un’altra.

L’esempio dei dati sulla disoccupazione
Per dimostrare la bontà della regola delle 3C, Eric Stephani l’ha applicata ai dati riguardanti la disoccupazione, una delle statistiche con il maggior numero di presenze nei media cantonali. Su tutte le testate locali, il dato più spesso diffuso è quello del tasso dei disoccupati iscritti in Svizzera (2,2 % nell’ottobre 2019). Questo dato corrisponde alle percezioni dei cittadini ticinesi? Inoltre, è davvero il dato più interessante da sapere? Eric Stephani afferma che la domanda più urgente da porsi è quella di sapere chi sono effettivamente i disoccupati iscritti. In effetti, in questa categoria non rientrano le persone in cerca di un lavoro non disoccupate e le persone in cerca di un impiego che non sono immediatamente disponibili a entrare in servizio. Solo dopo aver confrontato e sommato tutti questi dati sarà dunque possibile avere una visione generale più chiara e precisa sul tasso di disoccupazione effettivo svizzero e ticinese.

Il rapporto fra i giornalisti e l’Ufficio cantonale di statistica
In base alle statistiche che i giornalisti scelgono di riportare, cambiano le letture e le interpretazioni degli abitanti. Per questa ragione, in conclusione, i relatori hanno invitato i corsisti a prendere contatto con il loro Ufficio ogni volta che lo desiderano, al fine di favorire lo scambio e il confronto sui dati. Come già annunciato, ma è importante ribadirlo, la corretta interpretazione delle statistiche è infatti un elemento chiave all’interno del processo democratico del nostro Paese.

Testo, intervista e immagini di Andrea Sala e Silvia Soli

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