Tecniche e strumenti

Ascolto, regole, lealtà: l’intervista secondo Aldina Crespi

Ascolto, soprattutto ascolto. E dialogo, credibilità, lealtà e rispetto delle regole. 

Aldina Crespi

Dopo la laurea in Lettere all’Università di Pavia, nell’87 ha iniziato il suo percorso giornalistico alla RSI.

È entrata a far parte dapprima della redazione esteri del Settore Informazione della Radio, per poi passare, dopo qualche anno, alla redazione del Telegiornale. In questo ambito ha realizzato diversi reportage all’estero, confrontandosi poi con la conduzione televisiva e con la gestione di una redazione. In seguito ha lavorato come conduttrice di programmi di approfondimento e di documentaristica (360 e Storie), per dedicarsi infine esclusivamente alla produzione televisiva di programmi di intrattenimento. È stata responsabile dei programmi giornalistici del Dipartimento Intrattenimento, comprendente programmi sia radiofonici, che televisivi.

Negli ultimi anni della sua collaborazione con RSI, è stata responsabile del settore Formazione e Sviluppo. Oggi continua a lavorare nell’ambito comunicazione e dei media, come formatrice e consulente indipendente.

Questi i punti fondamentali del discorso di Aldina Crespi sull’intervista, le sue caratteristiche, e, principalmente, quello che ruota intorno a quei talvolta anche pochi minuti in cui si consuma il dialogo con l’interlocutore: come si arriva all’intervista, come la si prepara, prima. E, dopo, come elaborarla, presentarla, talvolta adeguarla alle esigenze del media senza da una parte scontentare la persona con cui abbiamo parlato, dall’altra mantenendone vivo e coerente il senso.

Il dialogo con Aldina Crespi apre un mondo di regole, principii, valori che fanno dell’intervista uno dei momenti spesso più alti, anche emozionalmente, del giornalismo, ma anche un esercizio impegnativo, pieno di insidie e ostacoli. C’è la necessità di rendere l’intervista interessante, cercando di fare in modo che l’interlocutore dica qualcosa di nuovo, mai detto prima, e lo dica proprio a noi, in quel momento: qui, illuminante è la storia/esempio dell’intervista di David Frost a Nixon, ovvero di come si può far chiedere pubblicamente scusa all’uomo (fino a poco prima) più potente del mondo.

Si parla ancora di emozioni, quelle da mostrare per empatizzare, e quelle da dissimulare, per non indispettire chi ci parla; e poi le tecniche, le tattiche, i “trucchetti” per farlo parlare, dire, raccontare qualcosa per il nostro pubblico. E ancora, i quesiti etici: quali regole seguire, come reagire a un interlocutore difficile, e, perché no, avere il coraggio di rifiutare o buttar via un’intervista che vìola determinati principi. 

Accordo, regole, lealtà: si parla, tanto e giustamente, di questo. E di credibilità, indipendenza, pluralismo, innovazione ,creatività: i veri pilastri, al di là delle tecniche e degli aspetti pratici dell’intervista.

Articolo di Marco Narzisi e Giacomo Rizza

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