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10 domande a cui sarebbe bello ricevere risposta

10 domande a cui sarebbe bello ricevere risposta

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No, oggi nessuna sbufalata. Oggi, a seguito di un servizio realizzato da Milena Gabanelli e andato in onda su La7, ospitiamo il contributo di un amico di BUTAC che ritiene sia giunta l’ora non solo di un po’ di fact-checking, ma anche di chiedere conto delle affermazioni che vengono fatte in televisione (e sui giornali), davanti a platee decisamente più vaste che un semplice blog.

L’amico è Michele Pompei, con cui per qualche anno ho collaborato a Nino Web Radio. Sarebbe molto bello che qualcuno rispondesse alle seguenti 10 (+2) domande, nel nome di una corretta informazione che tutti sembriamo amare ma pochi sembrano davvero perseguire. Michele ha sbobinato il testo del servizio andato in onda su La7 il 10 febbraio 2020. Da quel testo ha ricavato dieci punti a cui ci piacerebbe tanto avere risposte concrete.

Prima però invito tutti a vedere il servizio di DataRoom, intitolato Telefoni cellulari e tumori al cervello: cosa dicono 20 anni di ricerche, dove vengono riportate le affermazioni a cui fa riferimento Michele qui sotto. Il titolo del servizio è un filo ingannatore, sembra parli appunto di tumori e telefonini, ma stranamente tutta la prima parte del servizio è rivolta alla chimica e al suo uso in agricoltura. Vi lascio ai quesiti, diretti in prima persona a Milena Gabanelli, sperando vengano condivisi a sufficienza per generare risposte da parte della diretta interessata.


  1. All’inizio del servizio lei dice: in circolazione ci sono 140.000 composti chimici sintetizzati e solo per il 7% ci sono informazioni precise”, da quale fonte sono stati estrapolati questi dati?
  2. Cosa si intende con l’espressione solo per il 7% ci sono informazioni precise? Di contro, i prodotti chimici non sintetizzati sono invece da considerare sicuri e non cancerogeni?
  3. Sul Glifosate lei dice: Per esempio, il Glifosate, uno degli erbicidi più utilizzati a livello planetario. Fra gli agricoltori si riscontra un elevato tasso di tumori allo stomaco e al pancreas, al rene, fra i coltivatori di patate e ulivi. Fra i frutticultori, invece, alla vescica e al colon. ma anche in questo caso non viene citata la fonte di questi dati e non si capisce a quale popolazione di agricoltori, frutticultori e coltivatori di patate e ulivi si fa riferimento: italiana? europea? a livello planetario?
  4. Dobbiamo assumere che gli elevati tassi di tumore allo stomaco, al rene, al pancreas e alla vescica siano da addebitare all’uso del Glifosate? E se sì, quali sono i dati e le ricerche che sostengono o confermano questa ipotesi?
  5. Lei dice: Bene, secondo l’Agenzia per la Protezione ambientale Americana (EPA), non è cancerogeno, per quella europea (l’EFSA) è improbabile che lo sia, per l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) è probabile che lo sia. Perché si confrontano le dichiarazioni di due enti omologhi per funzioni, come EPA ed EFSA, con quelle dello IARC che svolge compiti completamente diversi?
  6. Perché non si sottolinea che la possibile cancerogenicità del Glifosate è la stessa che lo fa rientrare nel gruppo 2a? Questa categoria, lo ricordiamo, viene utilizzata quando c’è limitata evidenza di cancerogenicità nell’uomo e sufficiente evidenza nell’animale da esperimento, mentre si fa riferimento al gruppo 1 (che precede il 2a) quando c’è sufficiente evidenza di cancerogenicità nell’uomo.
  7. Riguardo ai campi magnetici lei dice, riferendosi alle ricerche condotte dall’Istituto Ramazzini, un aumento dei tumori al cervello di 4 volte in 20 anni, conferma il Ministero della Salute francese’. Ci sarebbe dunque una comprovata relazione tra l’aumento dei tumori al cervello e l’esposizione, esattamente, a che tipo di sorgente elettromagnetica? Lei non lo specifica e dunque, anche qui, non è possibile comprendere a quali fonti cancerogene si stia facendo riferimento.
  8. Perché cita il Ministero della Salute francese? Ci si riferisce alla Francia o all’Italia? E il nostro ministero della Salute, cosa sostiene?
  9. L’Istituto Ramazzini, più volte citato, conferma questo aumento dei tumori al cervello di 4 volte in 20 anni? Ma in questo caso stiamo parlando di esseri umani, credo, e non di ratti, sui quali il Ramazzini ha condotto le ricerche citate nel servizio. Dunque il nesso tra le due cose non è chiarissimo.
  10. Concludo con un’ultima domanda relativa alla ricerca: lei è convinta che la ricerca pubblica sia, per principio, garanzia di indipendenza e quella privata no? Almeno nel nostro Paese? Penso alla vicenda di Fidenato e al mais OGM. I Ministeri dell’Agricoltura e della Sanità del governo Renzi (retti da Martina e Lorenzin), vietando la sperimentazione e la coltivazione (autorizzate dall’EFSA), agirono in maniera indipendente o è possibile pensare che le loro politiche possano aver subito l’influenza di pressioni lobbistiche contrarie alla sperimentazione su quel tipo di cultivar? Ricordiamo che la Cassazione, con la sentenza 48196, aveva annullato il decreto di sequestro dei campi dove Fidenato stava sperimentando la coltivazione del suo mais OGM.

Michele Pompei (e la redazione di BUTAC.it)


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