Panorama editoriale Ricerca e verifica

Portare dei cambiamenti nella società e dar voce alle realtà locali: i lati virtuosi del giornalismo

Migliorare la società e informare da vicino i cittadini. Questo rende virtuoso il mestiere del giornalista.

Simonetta Caratti, giornalista de La Regione, si occupa di inchieste e approfondimenti.

Le inchieste nella carta stampata

“La notizia è quella cosa che qualcuno, da qualche parte, non vuole sia pubblicata. Tutto il resto è pubblicità.” È con la citazione del giornalista inglese Lord Northcliff che Simonetta Caratti apre la lezione sull’inchiesta nella stampa scritta. Un ambito, quelle delle inchieste, che parte dalla volontà di raccontare storie che possano servire a migliorare la società in cui viviamo. Un’inchiesta è virtuosa soprattutto quando porta a un cambiamento effettivo.
Quando una notizia giunge in redazione, una delle prime domande da porsi è se l’interesse nel farla emergere è pubblico (v. Clinica Sant’Anna, seno amputato per errore), o piuttosto privato (p. es. Casinò che incassa soldi pubblici). E, una volta che si sceglie di seguire un’inchiesta, fondamentale è il ruolo delle fonti. Sono proprio le testimonianze a far emergere casi gravi, errori commessi dall’autorità o lacune nel funzionamento sociale. Alcune fonti raccontano tutto, ma preferiscono rimanere anonime. Bisogna quindi guadagnarsi la loro fiducia, saper selezionare le informazioni e raccogliere documenti (v. Racket eritreo in Ticino). Altre sono magari sotto inchiesta e il giornalista deve quindi informarsi a 360° per non rischiare di essere troppo di parte (v. Fortunato Andali, accusato di essere il cervello della ‘Ndrangheta svizzera). In altri casi, invece, le fonti vedono nei media l’ultima spiaggia per riuscire a risolvere un problema (v. Ha un tumore, ma la cassa malati non paga) oppure vogliono guadagnarci qualcosa, a volte anche economicamente – anche se, di base, un giornalista non dovrebbe mai pagare per ottenere un’informazione.

Intervista a Simonetta Caratti sul ruolo dell’inchiesta nella carta stampata in Ticino:

Le piccole realtà editoriali

Paolo Bertossa, redattore alla RSI, per il programma Falò.

Se una volta gli esteri erano il tipo di giornalismo più gettonato, perché permetteva di approfondire le notizie e di viaggiare, Paolo Bertossa ha riscoperto il valore delle realtà locali. Giornali locali come “La voce di Blenio”, “Il Malcantone” o “L’Informatore” sono presenti sul territorio e permettono di approfondire temi importanti e attuali nelle regioni e nelle valli. Sono fonti inesauribili di notizie e, visto che raccontano di vicende e persone note a tutti nella regione, non possono permettersi fake news. Quello che svolgono è un lavoro rigorosissimo e documentato con precisione e contribuiscono a creare identità e senso di comunità. In una realtà come la Valle di Blenio, per esempio, dove negli ultimi anni c’è stato un aumento del quasi 3% di abitanti, avere una buona stampa locale è fondamentale. E, secondo Bertossa, queste redazioni potrebbero fare comodo anche a un’azienda come la RSI, perché fungerebbero da sentinelle e potrebbero fare inchieste che, altrimenti, non verrebbero a galla.

Intervista a Paolo Bertossa sull’importanza delle redazioni locali nel giornalismo e sul loro futuro:

Il tuo commento