Tecniche e strumenti

Non è tempo di essere approssimativi

Cosa fa sì che una testata giornalistica sia considerata attendibile? Certamente la qualità e la professionalità dei suoi giornalisti, che non si limitano a riportare tout court le informazioni che ricevono, ma le verificano sistematicamente.

Partiamo da questa considerazione per capire perché – in un contesto di incertezza come quello attuale – chi fa informazione scientifica non può permettersi di lasciare nulla al caso: una leggerezza può costare cara.

Come districarsi dunque tra le migliaia di pubblicazioni, ricerche e studi scientifici già difficili da soppesare o valutare in tempi di relativa calma piatta?

Riccardo Fanciola, volto storico della trasmissione RSI “Patti Chiari”, ha suggerito alcune linee guida per chi si addentra in un settore complesso come quello medico-scientifico. Prima di tutto, per esempio, va chiarito che una testimonianza non rappresenta una prova inconfutabile, anzi. Si tratta sempre di un’informazione parziale e poco, o per nulla, rappresentativa. Infatti uno studio può essere considerato attendibile e valido solo se il numero di persone coinvolte è elevato: sì perché – come ci spiega Fanciola – size matters, le dimensioni contano. Il pericolo inoltre di incappare in conflitti d’interesse non è da sottovalutare. Anche i ricercatori hanno le proprie convinzioni e ideologie e spesso sono al soldo di aziende farmaceutiche che commissionano loro le ricerche.

Ma non è tutto qui. Sono tante le informazioni sommarie, non verificate (misinformation), le bufale e le notizie false (malinformation) utilizzate per manipolare chi legge, e rientrano tutte nel mare di notizie in cui navighiamo ogni giorno. A sollevare la problematica è Michelangelo Coltelli, esperto in debunking e interessato alla verifica delle informazioni propinate al pubblico della rete. Se il giornalista non è in grado di filtrare queste notizie correttamente e a trasmetterle in modo efficace, spiega Coltelli, il pubblico – sempre più confuso – crederà a chi urla e protesta nelle piazze, che racconta la sua parziale verità, piuttosto che a medici e ricercatori che, alle volte, possono sembrare solo spocchiosi e distanti.

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