Enrico Morresi

Enrico Morresi (1936), nato a Massagno, cittadino svizzero. Redattore del “Corriere del Ticino” dal 1958, redattore-capo dal 1969. Dal 1982 alla TSI (documentari internazionali) e dal 1993 alla RSI (responsabile del Parlato di Rete Due) fino al pensionamento, 1998. Master in Etica applicata, Uni Zurigo 2001. Presidente dell’Associazione ticinese dei giornalisti (1976) e della Federazione svizzera dei giornalisti (1980-82). Vicepresidente (1987) della Commissione nazionale svizzera per l’Unesco. Membro del Consiglio svizzero della stampa (1984-1987) e Presidente della Fondazione del Consiglio svizzero della stampa (1999-2011). Autore di due volumi di etica: “Etica della notizia”, Casagrande 2004, e “L’onore della cronaca”, Casagrande 2007, e di due volumi di storia: “Giornalismo nella Svizzera italiana 1950-2000”, Dadò, 2014, 2018. Sposato con Mariadele Denti (1941), due figli.

Due facce, una medaglia: etica e deontologia – 14 dicembre

Perché la libertà  di stampa? A che serve? Nella realtà  sociale, serve in primo luogo a formare l’opinione pubblica, dandole i mezzi per attivarsi. I giornalisti recepiscono problemi e stimoli espressi dal pubblico ed espongono la politica e l’economia all’obbligo di legittimarsi e di rispondere alle critiche (principio etico). Per questo serve la libertà  di stampa, affermata nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948) e, in Europa, dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU 1950), cui le costituzioni e le leggi nazionali sono tenute a conformarsi. Il giornalista si pone al servizio del cittadino accettando i doveri (principio deontologico) contenuti nella Dichiarazione dei doveri e dei diritti elaborata dalla Federazione internazionale dei giornalisti e rispettando la Dichiarazione dei doveri e dei diritti elaborata dal Consiglio della stampa- il codice deontologico – che riceve alla sua entrata nella professione. L’etica e la deontologia sono le due facce della stessa medaglia.