Fabio Tasso

Nato a Sorengo nel 1965, sposato con 2 figli, è cresciuto a Lugano. Ha ottenuto il Bachelor of Business Administration alla SUPSI di Lugano nel 1994 successivamente ha frequentato il Master in Criminologia Forense Ma.Cri.F VII Edizione presso l’Università Carlo Cattaneo (LIUC) a Castellanza (I). Dal 2014 al 2017 ha frequentato il Master SUPSI in Diritto Economico e Business Crime e attualmente si sta occupando di redigere la relativa tesi. E’ stato responsabile fiscale del Comune di Pregassona, poi dal 1989 al 1999 ha lavorato per un’importante istituto bancario svizzero ricoprendo diversi ruoli in vari settori, dal 1999 al 2010 è stato membro dell’Equipe finanziaria del Ministero Pubblico mentre dal 2010 è Capo della Sezione Reati Economico Finanziari della Polizia cantonale. E pure stato docente di “contabilità aziendale” ai corsi preparatori della SSQEA e della SUPSI nel Dipartimento di Economia e Management.


Venerdì 19 maggio – “Informazione e criminalità economica”

La criminalità economica in Svizzera è stata per troppo tempo relativizzata perché non minaccia l’integrità fisica delle persone e quindi non mina la percezione di sicurezza della popolazione. Dal profilo criminologico gli sforzi delle autorità di perseguimento penale sono stati profusi principalmente nel combattere la criminalità di strada, lo spaccio di droga, i reati sessuali. La crisi economica, che ha colpito prima la zona UE e poi ma in maniera minore anche la Svizzera, e la caduta del segreto bancario con le relative incertezze nel mondo finanziario, hanno però da tempo causato anche nella popolazione svizzera un’importante insicurezza economica. L’imbarbarimento del mondo del lavoro in Ticino è uno dei principali motivi di questa insicurezza sociale. E allora affiorano problematiche come l’usura, il dumping salariale, gli abusi alle assicurazioni pubbliche e private, i fallimenti seriali, l’abuso nell’ottenimento di permessi di residenza.

Questa relativizzazione purtroppo non ha fatto sviluppare in Svizzera gli anticorpi per far fronte a queste nuove minacce che, in gran misura, vengono dall’estero. Anticorpi culturali, organizzativi ma anche legislativi che impediscono una vera sicurezza nell’economica. Ciò favorisce persone mosse da motivi opportunistici che con obiettivi diversi cercano di ottenere illecitamente fonti di guadagno.

La criminalità economica, un cancro che uccide l’economica sana che, se non opportunamente contrastato, può mettere in crisi tutto un sistema sociale.