Lorenzo Bagnoli

Lorenzo Bagnoli è un giornalista investigativo di IRPI – Investigative reporting project Italy, centro di giornalismo d’inchiesta nonprofit di base in Italia. Si è formato alla Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica di Milano e nelle redazioni di Peacereporter/E-Il mensile, agenzia di stampa Redattore sociale/Terre di mezzo e Radio popolare. Collabora da anni con Il Fatto quotidiano, La Stampa, Occrp.org e altri giornali italiani e internazionali. Di recente ha preso parte ai lavori di Lighthouse reports, piattaforma di giornalismo collaborativo olandese. Ha partecipato, insieme ai colleghi di IRPI, alle inchieste sull’omicidio di Daphne Caruana Galizia (The Daphne Project) e Jan Kuciak (Unfinished lives, unfinished justice), sul sistema di sicurezza e sorveglianza europeo (Security for Sale), sui siti di tortura dei dissidenti turchi (Black Site Turkey), sui sistemi di acquisizione della cittadinanza a pagamento (Gold for visa) e sulle infiltrazioni della mafia italiana in Africa (Mafia in Africa). Nel 2019 è stato international fellow di The Ground Truth Project, piattaforma di giornalismo nonprofit di base a Boston, con cui ha realizzato l’episodio italiano della serie podcast The Authoritarian Playbook. È membro della Global Initiative Against Transnational Organized Crime.

Inchieste in rete – 12-15 febbraio 2020 (con Serena Tinari, Thomas Angeli, Federico Franchini)

Il giornalismo investigativo ha conosciuto negli ultimi anni un rinnovato successo di pubblico e sempre più spesso viene descritto come genere nobile del mestiere. Eppure, tecnica ed etica dell’inchiesta sono in fondo quanto ogni buon cronista dovrebbe fare. Raccogliere informazioni in maniera indipendente, analizzarle con spirito critico e raccontare la verità. Al di là delle etichette, nell’epoca del “copia e incolla” e dei tagli al personale nelle redazioni l’approfondimento e il racconto dal respiro lungo restano per molti una chimera, perché è innegabile che richiedano tempo e risorse. L’avvento dell’era digitale ha d’altronde trasformato le condizioni di lavoro ed annegare nei risultati di Google è diventato il nemico numero uno di ogni giornalista. Gli strumenti del cosiddetto CAR, “computer assisted reporting”, consentono di analizzare in poco tempo una grande quantità di informazioni, senza perdere in coerenza e solidità: questo modulo trasmetterà una moltitudine di strumenti e tecniche CAR, assieme ai fondamenti teorici ed etici del giornalismo investigativo. La prima giornata di teoria e laboratorio comprenderà la discussione delle proposte d’inchiesta della classe, per identificarne tre sulle quali i corsisti possano mettere in pratica in tempo reale gli insegnamenti trasmessi durante il modulo. La seconda giornata con Thomas Angeli (Der Beobachter / lobbywatch.ch) verterà sull’affinare l’utilizzo di Google, trovare informazioni nei social media e nelle fonti aperte, e su come trovare spunti per storie originali negli archivi di lobbywatch.ch. La terza giornata con Lorenzo Bagnoli (irpi.eu) e Federico Franchini (Area e Gotham City) andrà a fondo sull’uso di “fonti aperte” come sentenze e banche-dati, approfondendo gli strumenti e le strategie per fare inchiesta su fenomeni di corruzione e sulla criminalità organizzata. Lorenzo Bagnoli insegnerà inoltre ai corsisti le basi di Excel, il programma per eccellenza per analizzare dati.
La quarta giornata sarà dedicata al lavoro pratico sulle inchieste selezionate, alle quali applicheremo insieme gli strumenti trasmessi nelle prime tre giornate.