Nadia Tarantini

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È nata a Carsoli (L’Aquila) nel 1946.
Laureata in Filosofia, è giornalista professionista dal 1981 e scrittrice, esperta e consulente di comunicazione e dal 1998 lavora come libera professionista.
È stata coordinatrice del Master in Scrittura creativa e Sceneggiatura, docente del Master di primo livello in Giornalismo e del Master in “Facilitazione organizzativa” presso l’Università degli Studi di Teramo.
Ha collaborato dall’anno accademico 2004-2005 al 2009-2010 con il collegio didattico di Scienze Storiche di RomaTre, per il quale ha creato un Laboratorio di scrittura e comunicazione “Scrivere e comunicare la storia”. Laboratorio ripreso nell’anno accademico in corso. Presso la stessa Università, tiene da due anni accademici un Laboratorio di scrittura all’interno del Master in “Editoria tv e multimedialitä” della Facoltà di Scienze storiche. Dal 2010 collabora con la Scuola di giornalismo della Rsi.
Ha creato e conduce i Laboratori di scrittura creativa denominati “Le vie dei cinque sensi”.
Già inviata in un quotidiano nazionale (1976-1998), nel quale si è occupata di economia e cronaca, di spettacoli e cultura e poi di politica, è stata giornalista parlamentare dal 1986 al 1998.
Esperta e consulente di comunicazione e uffici stampa, oltre alle attività di scrittura e insegnamento, ha avuto collaborazioni con alcune riviste letterarie e settimanali.
È stata autrice di programmi radiofonici e televisivi.
Ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Nell’aprile del 2017 è stato pubblicato il suo primo romanzo, “Quando nascesti tu, stella nascente”, una storia di fantascienza ambientata nel 2346.


Venerdì 28 aprile – “Forme di narrazione”

Rischi, abusi, felici combinazioni nel rapporto fra letteratura e giornalismo.

Un laboratorio per esplorare i “nessi e connessi” fra letteratura e giornalismo, due scritture tra sé legate, sin dall’origine del giornalismo, l’arte povera di raccontare I fatti. I rischi: enfasi sulle notizie, aldilà del lecito, a scapito dei lettori e dei protagonisti di storie troppo “romanzate”. Gli abusi: dall’invenzione pura e semplice alla trasformazione letteraria di parti della storia. Le felici combinazioni: lo scambio nella documentazione e nella costruzione del racconto (letterario o giornalistico); i travasi di scrittura.

Sin dalle origini del giornalismo, la narrativa ha preteso che le fosse pagato il suo credito nei confronti dell’arte di raccontare I fatti sui giornali. Fiction e non fiction, si direbbe oggi. Ma, sin dall’inizio,  a volte il confine è stato più virtuale che reale: dalla famosa trasmissione di Orson Welles sullo sbarco dei marziani a New York; a più prosaiche contaminazioni. Sino ai casi in cui la fervida immaginazione di un giornalista ha sopperito alla scarsezza o ai momentanei black out nel rapporto del cronista con le fonti, dimenticando i diritti alla privacy e al rispetto.

Felici combinazioni, quando la narrativa soccorre un giornalismo troppo appiattito sulla mera esposizione di un fatto, dando profondità alle storie e aiutando a comprendere il WHY?, il perché di un evento. A sottolineare la ricchezza che la bella scrittura, unita allo scrupoloso racconto dei fatti, può imprimere al giornalismo. Specie in quest’era tecnologica, quando il CHI, COSA, DOVE, QUANDO delle notizie scorre ogni momento sui nostri schermi.

Torna così prepotente il bisogno di raccontare e ascoltare storie approfondite, di apprendere narrazioni che ci facciano capire meglio il nostro mondo e noi stessi.

Bibliografia essenziale

  • Alberto Papuzzi, Professione giornalista, Donzelli
  • Alberto Papuzzi, Letteratura e giornalismo, Laterza
  • Nadia Tarantini, il nostro giornale quotidiano, Pratiche
  • Nadia Tarantini, Laboratorio di scrittura, Franco Angeli
  • Scrivere per comunicare (a cura di Stefano Pallotta), Bompiani
  • Annamaria Testa, Farsi capire, Rizzoli