Sergio Ramazzotti

Nato a Milano nel 1965, è autore di centinaia di reportage da tutto il mondo, apparsi sulle principali testate italiane e internazionali. Le sue fotografie sono state esposte in numerose mostre personali in Italia e all’estero. È uno dei fondatori dell’agenzia fotogiornalistica Parallelozero (2007). Dal 2017 collabora stabilmente col settimanale tedesco Der Spiegel, per il quale ha realizzato numerosi grandi reportage.

Nel 1996 ha pubblicato il bestseller Vado verso il capo (Feltrinelli), cronaca di una traversata di tredicimila chilometri compiuta con i mezzi pubblici da Algeri a Città del Capo, adottato come libro di testo del corso di Sociologia del turismo all’Università Iulm di Milano. Con Feltrinelli ha pubblicato anche Carne verde (1999), La birra di Shaoshan (2002) e Afrozapping-Breve guida all’Africa per uomini bianchi (2006). Nel 2003 è uscito Liberi di morire (Piemme), un instant book sulla seconda guerra del Golfo in Iraq. Nel 2005 è uscito il romanzo Tre ore all’alba (DeAgostini), ambientato fra l’Italia e l’Iraq. Nel 2015 è uscito Ground Zero Ebola (Piemme), un instant book sull’epidemia di Ebola in Africa occidentale. Il suo ultimo libro, sul tema del suicidio assistito, è Su questa pietra (Mondadori 2019).

Nel 2008 ha pubblicato per Éditions du Chêne di Parigi e Thames & Hudson di Londra i due volumi fotografici Inde e Chine, nel 2010 il volume fotografico Afghanistan 2.0 per Leonardo International e nel 2012 il volume fotografico I Love Mary per Francesco Mondadori.

Tra il 2008 e il 2011 è stato protagonista della serie di documentari sul fotogiornalismo Lauren Verslaat prodotti dalla tv privata olandese Veronica, del documentario in otto puntate Buongiorno Afghanistan prodotto da Sky Italia (di cui è anche uno degli autori) e del documentario Sos Lampedusa, sempre per Sky Italia. Nel 2017 ha scritto e diretto il docufilm Baraccopolis, per Sky Atlantic. È stato uno degli otto fotografi italiani protagonisti della serie Fotografi, otto documentari sul fotogiornalismo prodotti e messi in onda da Sky Arte nel 2012-2013.

Ha vinto il premio fotografico International Photography Awards di Los Angeles nel 2005, e due volte (2005 e 2010) il premio di giornalismo “Enzo Baldoni” della Provincia di Milano.

Giornalismo fotografico – 24 gennaio 2020

Nel 2007, il direttore del mensile statunitense Wired dichiarò in un’intervista che “gli inviati e i fotogiornalisti non servono più, perché oggi, grazie ai social network, al cosiddetto citizen journalism e al fatto che la maggior parte delle persone hanno una fotocamera in tasca incorporata nel cellulare, sono le notizie a venire a noi”.

A 13 anni di distanza, le modalità di diffusione e di fruizione delle notizie sono state rivoluzionate dal progresso tecnologico in una maniera che all’epoca sarebbe stata impensabile, e proprio per questo la profezia del direttore di Wired si è avverata solo in parte.

Ancora oggi il potere di una singola immagine fotografica dimostra la sua prorompente superiorità rispetto a quello della narrazione con la parola scritta o col video.

E in un periodo storico in cui si affermano le pericolose potenzialità delle fake news, in particolare se suffragate da immagini a corredo, la narrazione per immagini realizzata da un fotogiornalista è uno dei più solidi baluardi della credibilità giornalistica, e uno strumento cruciale per arginare la diffusione delle bufale.