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L’Intervista nell’Inchiesta e Il Contraddittorio con Lorenzo Mammone e Roberto Antonini


Il giornalista deve essere molesto. Così ha esordito Lorenzo Mammone, condutture e produttore di “Patti Chiari”, alla sua lezione del corso di giornalismo della Svizzera italiana.
Lo scopo di un’intervista di inchiesta, ha spiegato, è quello di mettere in evidenza le incongruenze. In questo caso, le domande poste dovrebbero avere due caratteristiche.
La prima, chiedere sempre ‘perché’. La seconda, far girare tutti gli interrogativi attorno a un elemento chiave, a cui l’interlocutore deve rendere conto.
Per spiegare la costruzione di un’intervista di inchiesta, Mammone ha portato ad esempio diverse interviste da lui svolte. Alcune virtuose, altre che hanno perso di vista l’obiettivo.
In quest’ultimo caso, a giocare a sfavore è stata un’inchiesta di partenza poco solida.

La preparazione in un’intervista è fondamentale anche per Roberto Antonini, giornalista di “Millevoci”, che ha preso la parola nel corso del pomeriggio dopo Mammone.
La sua lezione si è concentrata sul contradditorio, dove il giornalista porta le tesi di un’ipotetica parte opposta.
Se di fronte ai politici il contradditorio è più serrato, nei casi in cui può provare empatia per l’intervistato questo non è possibile.
Nonostante ciò, il giornalista deve tenere in mano la situazione. Insomma, in ogni situazione chi ha in mano il microfono resta il padrone di casa.

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