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Sherlock Holmes per un giorno (e forse più)

“Fare giornalismo è bello ma non sempre paga, soprattutto se si tratta di inchieste”. Questa è una delle consapevolezze che ha portato Lorenzo Bagnoli a fondare – insieme ad altri sei giornalisti – IRPI Media, dopo una serie di esperienze fatte presso una moltitudine di redazioni italiane e internazionali (Repubblica, Internazionale, La Stampa, The Atlantic per citarne alcune).

La Investigative Reporting Project Italy (IRPI Media) è un’associazione indipendente e senza scopo di lucro che si occupa di giornalismo investigativo transnazionale; i suoi contenuti sono online da marzo 2020. Criminalità organizzata, corruzione, diritti umani, ambiente ed economia sono le principali tematiche di cui si occupa, con l’ausilio di strumenti utili all’abbattimento delle barriere linguistiche, tecnologiche e culturali. L’obiettivo è quello di promuovere un dibattito pubblico più attento e informato, necessario allo sviluppo e al mantenimento di una stampa libera, da sempre presidio della democrazia.

Le difficoltà per chi sceglie di percorrere questa carriera professionale sono tante. Ad avvisarci non è solo Lorenzo Bagnoli, ma anche Federico Franchini e Serena Tinari, gli altri relatori del modulo relativo alle “inchieste in rete”. Ciò nonostante, la passione con cui Lorenzo parla di giornalismo collaborativo e la sua perseveranza sono per noi fonte d’ispirazione. Con entusiasmo ci porta nel suo mondo, una realtà fatta di leak (termine inglese che alla lettera significa “perdita” – come quella di un tubo – ma che in questo contesto è da intendersi come informazione riservata, proveniente da fonti interne e confidenziali) e di master file (la bibbia del giornalista d’inchiesta: un documento riassuntivo contenente l’ipotesi investigativa iniziale, la traccia di quanto scoperto nel corso dell’inchiesta con le relative fonti e le domande aperte). La febbre da inchiesta è contagiosa, aggiungeremmo. Infatti, sulla base delle nozioni teoriche ricevute, ci siamo subito cimentati in un’indagine. La storia c’è, il materiale su cui lavorare pure, a noi non resta quindi che il compito di rimboccarci le maniche!

 

Giorgia Fontana, Arianna Cattaneo

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